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Marco Pierpaoli “Ancona è viva, piuttosto grazie alle imprese e progettiamo insieme”

“Sveglia Ancona”? Io direi “Ancona è viva”, grazie anche a coloro che ogni giorno tengono accesa la città e che meritano, secondo me, di essere più coinvolti nelle scelte e nei progetti futuri.
Credo da sempre in un principio semplice: si elogia in pubblico e, quando serve, si critica in privato. Vale nei rapporti tra persone, e dovrebbe valere ancora di più quando parliamo di chi ogni giorno investe, lavora e rischia in questa città”.

Marco Pierpaoli, Segretario di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino interviene nel dibattito seguito alla Festa del Mare di Ancona.

Per questo, dopo la Festa del Mare, partirei innanzitutto da un plauso alle tante attività economiche che hanno scelto di rimanere aperte, la stragrande maggioranza, contribuendo con il proprio lavoro alla riuscita di giornate che hanno restituito l’immagine di un’Ancona viva, partecipata e piena di persone. È questa l’immagine di un Capoluogo regionale degno di questo nome, che dobbiamo costruire e raccontare.

Certamente possiamo e dobbiamo interrogarci su come sfruttare ancora meglio le grandi occasioni e su come creare una maggiore sinergia tra eventi, commercio e attività economiche. Ma eviterei di trasformare una festa riuscita in un processo ai commercianti.

Chi tiene aperta un’attività non è un soggetto passivo che aspetta che qualcuno gli porti clienti. Investe, paga stipendi, affronta costi, organizza personale e aperture e, soprattutto, tiene vivi i quartieri e le strade della nostra città per 365 giorni all’anno. Questo lavoro merita rispetto e valorizzazione.

E c’è un altro tema che considero fondamentale: l’economia di Ancona non può coincidere esclusivamente con il centro storico. Il centro è strategico e va rilanciato con determinazione, ma Ancona è molto di più. Ci sono attività, imprese e servizi in tanti quartieri e aree della città che producono occupazione, ricchezza e socialità e che meritano la stessa attenzione.
La sfida, allora, non è stabilire chi abbia aperto o chiuso una domenica. È costruire una politica economica della città, capace di mettere insieme eventi, commercio, artigianato, turismo, servizi, quartieri e centro storico.

La Festa del Mare ci ha dimostrato una cosa importante: Ancona sa essere viva quando associazioni, eventi, imprese e cittadini riescono a stare dentro lo stesso racconto e dobbiamo trasformare questa energia episodica in una strategia permanente. Dobbiamo iniziare a chiederci quanto valore economico e sociale riusciamo a generare intorno agli eventi; le imprese devono essere protagoniste, non semplicemente beneficiarie o soggetti da coinvolgere a valle perché chi ogni giorno tiene accesa una strada conosce molto bene cosa funziona, cosa non funziona e soprattutto cosa può rendere Ancona più attrattiva e dobbiamo impegnarci a costruire i progetti della città insieme a chi la città la vive e la fa vivere ogni giorno.

Ancona è viva ma dobbiamo imparare a trasformare questa vitalità in economia, tutto l’anno chiedendoci perché quelle persone dovrebbero voler tornare, e quale ruolo possono avere le nostre imprese nel costruire quella ragione.