
I prezzi dell’energia tornano a crescere con i dati aggiornati a settembre 2026 che evidenziano una accelerazione sia per l’energia elettrica sia per il gas naturale, anche se i valori restano comunque ancora molto lontani dai picchi registrati durante la crisi energetica del 2022.
“Come Confartigianato stiamo seguendo con grande attenzione l’andamento dei prezzi dell’energia e le ricadute che questa nuova fase di rialzi può determinare sulle nostre imprese. Per artigiani e piccole aziende il costo energetico rappresenta una componente importante della competitività. Ribadiamo che la questione va, però, oltre l’emergenza del momento. Il Paese ha bisogno di una politica energetica strutturale, stabile e di lungo periodo. Le imprese devono poter conoscere lo scenario nel quale saranno chiamate a operare, programmare gli investimenti e prendere decisioni senza essere continuamente esposte alla volatilità dei mercati e alle conseguenze delle crisi internazionali”, sottolineano Graziano Sabbatini e Marco Pierpaoli, Presidente e Segretario di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino nel corso della conferenza stampa convocata per fare il punto della situazione a cui, da mesi, stanno facendo fronte le imprese.
Ad agosto il prezzo medio dell’energia elettrica si è attestato a 0,18 euro/kWh, in aumento del 15% rispetto a luglio e di circa il 37% rispetto a giugno. Una dinamica analoga riguarda il gas naturale. Ad agosto il prezzo medio è arrivato a 0,683 euro/Smc, con una crescita del 12,5% su luglio e del 36,6% rispetto a giugno.
Il trend al rialzo non sembra essersi arrestato con la fine dell’estate e i primi dati disponibili per settembre, ancora provvisori, indicano un prezzo medio dell’elettricità già intorno a 0,20 euro/kWh, quello del gas vicino a 0,87 euro/Smc.
Nonostante l’aumento, i livelli attuali restano significativamente inferiori a quelli dell’agosto 2022. Nel pieno della crisi energetica il prezzo dell’elettricità aveva raggiunto 0,543 euro/kWh, quello del gas 2,5 euro/Smc. Ad agosto 2026 i valori sono risultato più contenuti: 0,180 euro/kWh per la luce e 0,683 euro/Smc per il gas.
Tra i principali fattori che stanno sostenendo le quotazioni, il report segnala le tensioni in Medio Oriente, con una conseguente riduzione dei volumi di GNL in arrivo nell’Unione europea, e il basso livello degli stoccaggi europei, attualmente pari a circa il 65% della capacità. Particolarmente bassi i livelli indicati per Germania, al 53%, e Olanda, al 47%. L’Italia presenta invece una situazione più favorevole, con stoccaggi all’83%, può contare, inoltre, su una diversificazione delle fonti di approvvigionamento: Algeria tramite il gasdotto TransMed, GNL dagli Stati Uniti, Azerbaigian attraverso il TAP e forniture dal Nord Europa.
“La preoccupazione riguarda anche le conseguenze che l’aumento dei prezzi può avere sulle scelte. In una fase in cui cresce l’attenzione verso i costi delle utenze si può essere più facilmente portati ad accettare offerte che, a prima vista, sembrano particolarmente convenienti, ma che a una lettura più attenta possono rivelarsi meno vantaggiose di quanto prospettato. Per questo, come Associazione vogliamo informare correttamente senza fare allarmismi. Il consiglio è di affidarsi a interlocutori qualificati per compiere scelte realmente consapevoli e convenienti.”.






