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Zona Franca, Confartigianato apre il confronto con istituzioni e imprese sul futuro del territorio

La Zona Franca Doganale come opportunità per rafforzare la competitività delle imprese, attrarre investimenti, creare occupazione e valorizzare il ruolo strategico delle infrastrutture e della logistica. È stato questo il tema al centro del convegno “Sostenibilità ed infrastrutture: il ruolo della Zona Franca Doganale”, organizzato da Confartigianato Trasporti, con il contributo della Camera di Commercio delle Marche, al Centro Direzionale Confartigianato di Ancona.

Un confronto tra Governo, Regione, istituzioni, mondo accademico e rappresentanti del sistema produttivo per approfondire le prospettive legate all’istituzione di una Zona Franca Doganale Interclusa e le possibili ricadute sull’economia del territorio, con particolare attenzione alle province di Ancona e Pesaro-Urbino.

Cinque le priorità per Confartigianato: garantire l’accessibilità delle Zone Franche Doganali anche alle micro e piccole imprese, potenziare i collegamenti tra le principali infrastrutture logistiche regionali, sostenere gli investimenti e l’occupazione qualificata, coinvolgere le associazioni di categoria fin dalla progettazione e assicurare una governance trasparente, con costi sostenibili e tempi certi.

L’obiettivo, trasformare le Zone Franche Doganali da semplici aree di movimentazione e deposito delle merci, a strumenti di crescita e competitività per l’intero sistema produttivo marchigiano, facendo arrivare i benefici anche alle migliaia di piccole imprese del territorio.

Ad aprire l’incontro, moderato dal direttore del Corriere Adriatico Giancarlo Laurenzi, sono stati i presidenti di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini, della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale Mirco Carloni.

Dopo le introduzioni del Segretario di Confartigianato Marco Pierpaoli e Luca Bocchino, responsabile del settore Trasporti, il dibattito è entrato nel vivo con gli interventi di Giosy Romano, Capo del Dipartimento per il Sud, che ha approfondito il rapporto tra Zona Economica Speciale e Zona Franco Doganale, e di Claudio Oliviero, Direttore della Direzione Dogane, che ha illustrato il quadro tecnico e normativo di riferimento.

A fornire un quadro della situazione economica regionale è stato Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istat, intervenuto in collegamento, con un’analisi dei dati socioeconomici delle Marche e delle province di Ancona e Pesaro-Urbino. Gian Luca Gregori, presidente della Fondazione Universitaria per lo Sviluppo Imprenditoriale, ha affrontato il rapporto tra sostenibilità e infrastrutture, mentre Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo economico, si è soffermato sulle opportunità per il tessuto produttivo marchigiano.

Al confronto ha preso parte, in collegamento, anche Lucia Albano, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, con un intervento sulle politiche nazionali legate alle Zone Franche Doganali. Le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

Al centro del dibattito il futuro economico delle Marche e la necessità di rafforzare il collegamento tra sistema produttivo, infrastrutture e mercati internazionali. In questo scenario, la Zona Franca Doganale, ha detto Pierpaoli, può rappresentare uno strumento di forte interesse per le imprese, soprattutto in un territorio a forte vocazione manifatturiera, in cui l’efficienza dei collegamenti e della logistica incide direttamente sulla capacità di competere.

Per Confartigianato, il tema è strettamente legato alle prospettive di crescita delle imprese e alla necessità di costruire condizioni sempre più favorevoli agli investimenti e agli scambi commerciali. L’incontro ha consentito di mettere a confronto competenze e responsabilità diverse su un tema destinato ad avere un ruolo importante nel dibattito sul futuro economico e infrastrutturale della regione.