
Con la riforma del Testo Unico delle Accise (D.Lgs. 28 marzo 2025 n. 43), il legislatore ha introdotto una modifica strutturale nella classificazione degli usi del gas naturale per combustione.
Dal 1° gennaio 2026 è stata superata la distinzione storica tra usi civili e usi industriali e introdotta una nuova classificazione:
• usi domestici
• usi non domestici
In linea generale:
• gli ex usi civili confluiscono negli usi domestici
• gli ex usi industriali confluiscono negli usi non domestici
È importante chiarire che aliquote e scaglioni di accisa non cambiano, cambia invece l’inquadramento di alcune tipologie di utenze.
Le indicazioni più rilevanti emergono dalla Circolare ADM n. 32/2025 e dal DM 29 dicembre 2025, che aiutano a chiarire l’applicazione operativa della riforma. In particolare, per i consumi maturati dal 2026, possono rientrare negli usi non domestici agevolati anche attività che in passato erano spesso equiparate agli usi civili, come:
• musei, biblioteche, teatri, cinema
• discoteche e sale per spettacoli
• poliambulatori, strutture sanitarie e case di cura
• lavanderie self service
La riforma apre, quindi, a un potenziale ampliamento della platea dei beneficiari, ma richiede attenzione nell’interpretazione e nell’applicazione concreta.
In un contesto normativo in evoluzione, CEnPI segue da vicino l’interpretazione delle nuove regole, supportando le imprese clienti con informazioni chiare, verificate e coerenti, in linea orientamenti dell’Agenzia delle Dogane.
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