
Si è da poco concluso il Mecspe di Bologna 2026, la fiera internazionale dedicata all’industria manifatturiera, alle tecnologie e all’innovazione, dove Confartigianato è stata protagonista con lo spazio espositivo collettivo “Villaggio Confartigianato”, pensato per valorizzare l’eccellenza della meccanica e della subfornitura italiana. Al suo interno hanno preso parte realtà tra le più importanti del nostro territorio, come DV Automation Solutions, Gambelli Torneria di Precisione e Stampaggi Castelfidardo.
La fiera è stata anche l’occasione anche per fare il punto della situazione su uno dei settori tra i più strategici della nostra economia, come quello della meccanica. In termini di export, a livello nazionale il comparto nonostante le difficoltà ha mostrato nel 2025 segnali di stabilizzazione e questa situazione si è rispecchiata anche nella provincia di Pesaro e Urbino. Secondo il report dell’Ufficio studi Confartigianato Marche, elaborato sulla base dei dati Istat, nei primi nove mesi del 2025 l’export delle imprese della meccanica della nostra provincia si è attestato a 1,4 miliardi, segnando uno -0,3% rispetto allo stesso periodo del 2024. Quadro più negativo per quanto riguarda invece le aziende della meccanica della provincia di Ancona, dove invece l’export è calato del 7,4%.
Differenziati sono stati gli andamenti tra comparti: crescono metallurgia e attività di riparazione di macchinari, mentre permane una marcata debolezza del settore dell’automotive e dei mezzi di trasporto. A questa situazione si aggiungono ora che incertezze che stanno emergendo con lo scoppio della guerra in Iran e il coinvolgimento di tutto il Medioriente, dove il 44% del made in Italy nell’area si riferisce a prodotti della meccanica.
“C’è preoccupazione tra le aziende del settore per quanto sta accadendo nell’area mediorientale – dicono Giovanni Donnini, presidente della sub fornitura meccanica di Confartigianato e Vittorio Peli, responsabile Confartigianato per le categorie Legno, Nautica, Meccanica – non soltanto per quanto riguarda le esportazioni, ma anche per l’aumento dei prezzi di gas e petrolio, che innalza inevitabilmente il costo dell’energia delle imprese. Una questione che non riguarda solo il comparto della meccanica ma anche tutti gli altri settori strategici della nostra economia”.
Donnini e Peli aggiungono: “Accanto alle preoccupazioni per le conseguenze dei nuovi conflitti bellici – dicono – come emerso anche durante il Mecspe di Bologna, si afferma però una determinazione delle imprese del settore della meccanica a consolidare ed intraprendere nuove relazioni commerciali, ampliando la loro prospettiva. Per questo – aggiungono – come Confartigianato stiamo mettendo in campo progetti ed iniziative volte a rafforzare la coesione del tessuto imprenditoriale, ampliare le reti di relazioni professionali e creare nuove collaborazioni lavorative, oltre che ad affiancare le aziende nell’accesso a bandi pubblici che sostengono progetti e investimenti in forma di reti d’impresa e aggregazioni di filiera. L’obiettivo – concludono Giovanni Donnini e Vittorio Peli – è quello di implementare l’efficacia di risposta delle nostre imprese al contesto molto complesso che stiamo vivendo e alle sfide dei mercati esteri”.





