
Il Decreto Bollette è diventato ufficialmente legge dopo il via libera definitivo del Senato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Il provvedimento, nato per attenuare l’impatto del caro energia su famiglie e imprese, prevede bonus economici, nuove regole per il mercato energetico e limiti al telemarketing, con l’obiettivo di ridurre i costi e aumentare la trasparenza.
BONUS BOLLETTE PER LE FAMIGLIE
Per il 2026 è previsto un contributo straordinario del valore di 115 euro per la fornitura di energia elettrica in favore di famiglie con Isee fino a 9.796 euro.
Il limite sale fino a 20.000 euro per coloro che hanno almeno 4 figli a carico.
Non serve presentare domanda in quanto il contributo sarà riconosciuto automaticamente e in un’unica soluzione ai clienti domestici titolari di un punto di prelievo attivo e riceventi il bonus sociale per disagio economico.
l nuovo bonus non sostituisce il bonus sociale luce, che può arrivare fino a 204,40 euro, i due contributi si sommano.
È necessario che l’Isee sia valido al 21 febbraio 2026. In caso contrario il diritto al bonus non viene riconosciuto e, anche se si rientra nei limiti di reddito, il contributo non sarà applicato in bolletta.
Al Bonus Bollette si affianca anche una misura riservata alle famiglie con Isee inferiore ai 25.000 euro. Si tratta di uno “sconto volontario” il cui riconoscimento dovrà essere deciso dagli operatori. Per l’ottenimento sarà necessario rispettare specifici limiti di consumo, inferiori a 0,5 MWh nei primi due mesi dell’anno e a 3 MWh nell’anno precedente.
SOSTEGNO ALLE UTENZE NON DOMESTICHE
Per ridurre le bollette delle utenze non domestiche, il Dl prevede la ristrutturazione degli incentivi del Conto energia per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore ai 20 kW.
I titolari di impianti che beneficiano di incentivi in scadenza dal 2029 potranno scegliere se ridurre del 15% o del 30% i premi tariffari previsti tra il 2026 e il 2027, in cambio di un’estensione della convenzione rispettivamente di 3 o 6 mesi.
Il decreto include inoltre strumenti per favorire contratti a lungo termine da fonti rinnovabili, con particolare attenzione alle Pmi. L’Arera avrà un ruolo centrale nella definizione dei rimborsi ai produttori termoelettrici per il gas utilizzato nella generazione elettrica, con l’obiettivo dichiarato di massimizzare i benefici per i consumatori e migliorare la trasparenza dei margini nel settore.
La normativa è subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione europea.
STOP AL TELEMARKETING ENERGETICO
Durante l’iter parlamentare è stato introdotto il divieto di telemarketing finalizzato alla stipula di contratti di fornitura di energia elettrica e gas. Le aziende potranno contattare i consumatori solo in presenza di una richiesta esplicita oppure se si tratta di clienti che hanno autorizzato le comunicazioni. I contatti dovranno partire da numeri identificabili e i contratti stipulati in violazione delle regole saranno considerati nulli.
Il provvedimento introduce anche la possibilità per gli utenti di segnalare chiamate irregolari al Garante privacy e all’Agcom, che potranno ordinare la sospensione delle linee utilizzate in modo improprio. Una stretta pensata per contrastare pratiche commerciali aggressive e ridurre i cambi di fornitore non consapevoli.
CENTRALI A CARBONE, CHIUSURA RINVIATA
L’operatività delle centrali a carbone in esercizio cesserà entro il 31 dicembre 2038. Si tratta di uno slittamento di 13 anni rispetto al Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che prevedeva la chiusura entro il 2025 sul continente ed entro il 2028 in Sardegna.

Per informazioni: Area Fiscale Confartigianato
Simone Zitti – Coordinatore servizi fiscali
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