TRASPORTI
Il tempo è finito, deciso il fermo nazionale dei servizi

Il Comitato Esecutivo di UNATRAS, il coordinamento unitario delle federazioni nazionali dell’autotrasporto merci  (Confartigianato Trasporti , Fai, Cna Fita, SnaCasartigiani, Fiap, Unitai, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci), convocato oggi a Roma, ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore.

Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane.

I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.

È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti ad UNATRAS, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni ed il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore.

L’autotrasporto italiano, che conta 100 mila imprese per 500 mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita.

Perché se si spegne l’Autotrasporto si spegne il Paese.

Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento UNATRAS ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per:

  • l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
  • interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali;
  • l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
  • l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.

UNATRAS, infine, in rappresentanza della quasi totalità della categoria, auspica che le forme isolate di protesta autorganizzate confluiscano nelle iniziative più appropriate che saranno attuate in conformità della legge.

Angelo Pisa e Luca Bocchino, presidente e responsabile Trasporti di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, ribadiscono il quadro di estrema gravità per il settore dell’autotrasporto, definendo inevitabile la decisione di fermare i mezzi a livello nazionale. La motivazione principale risiede nel costo del gasolio che, avendo stabilmente superato la soglia psicologica dei due euro al litro, rende più conveniente tenere i camion fermi nei piazzali piuttosto che viaggiare in perdita. Lo Monte ha spiegato che la situazione è diventata insostenibile perché le imprese sono costrette ad anticipare migliaia di euro per il rifornimento, mentre gli incassi delle fatture arrivano con mesi di ritardo, creando una crisi di liquidità senza precedenti.

Un punto centrale della denuncia riguarda l’inefficacia delle recenti politiche governative, in particolare il taglio lineare delle accise. Secondo il Segretario, questa misura ha paradossalmente danneggiato l’autotrasporto professionale poiché ha annullato i benefici fiscali specifici di cui godeva la categoria, colpendo duramente proprio quelle aziende che hanno investito in veicoli moderni, sicuri e sostenibili. Nonostante l’intervento sulle accise, il prezzo alla pompa resta altissimo e la categoria si sente dimenticata dalle istituzioni, ritenendo i crediti d’imposta finora previsti del tutto insufficienti a ristorare le perdite subite.

Per scongiurare il blocco, Unatras chiede un intervento immediato che permetta di recuperare almeno venti centesimi per ogni litro di gasolio acquistato e la sospensione temporanea dei versamenti fiscali e previdenziali, misure necessarie a garantire la sopravvivenza delle migliaia di imprese rappresentate. Lo Monte ha tenuto a precisare che la volontà del settore non è quella di arrecare un danno al Paese, ma ha avvertito che le conseguenze di un fermo sarebbero inevitabili per l’intera collettività, con il rischio concreto di vedere gli scaffali dei supermercati vuoti e le industrie prive di materie prime.

Infine, il Segretario ha voluto fare chiarezza sul tema dei prezzi al consumo, denunciando forti speculazioni lungo la filiera logistica. Ha sottolineato come l’aumento dei costi del trasporto incida in minima parte sul prezzo finale dei prodotti, suggerendo che ci sia chi sta approfittando della crisi a scapito di trasportatori e cittadini.