
“Apprendiamo dagli organi di informazione dell’aumento della TARI previsto per il 2026 e delle valutazioni relative all’introduzione della tariffa puntuale, senza che questi temi siano mai stati oggetto di alcun confronto. Ci domandiamo anche il senso della Consulta delle Attività economiche”.
È quanto dichiarano Paolo Longhi e Luca Casagrande, Presidente e Responsabile Territoriale di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino.
“Riteniamo che scelte di questo impatto, che incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sui costi fissi delle attività economiche, debbano essere preventivamente condivise con le rappresentanze datoriali”.
“Le imprese stanno affrontando un contesto già molto complesso a causa della pressione fiscale, dell’aumento dei costi energetici, del lavoro, delle materie prime. Ogni incremento di un costo fisso riduce ulteriormente i margini di chi produce valore e occupazione sul territorio”.
Per Confartigianato il tema non può limitarsi all’entità dell’aumento, “vorremmo avere anche una visione di come questa Amministrazione e la Regione intendano programmare una migliore gestione del tema rifiuti”.
“Prima di chiedere ulteriori sacrifici economici alle imprese è necessario aprire un confronto sulla capacità del sistema di efficientare il ciclo dei rifiuti, ridurre progressivamente i costi del servizio e accompagnare la transizione alla tariffa puntuale con criteri chiari, trasparenti e sostenibili.”
“Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di convocare quanto prima la Consulta delle Attività economiche, affinché decisioni così strategiche possano essere discusse con chi ogni giorno rappresenta il tessuto produttivo della città. La Consulta non può essere convocata solo per informare decisioni già assunte. Deve tornare ad essere il luogo in cui le scelte vengono costruite insieme ai rappresentanti delle imprese”.





