
L’individuazione dei mercati emergenti e delle nicchie ad alto potenziale, la gestione delle sfide legate alla logistica globale, il ruolo sempre più centrale del digital export e dell’intelligenza artificiale, oltre all’importanza crescente dei criteri di sostenibilità come elemento distintivo per competere a livello internazionale.
Questi i temi approfonditi in occasione dell’incontro “Mercati in trasformazione: esplorare nuove rotte per la crescita internazionale delle imprese”, organizzato da Confartigianato nell’ambito di Tipicità in Blu.
L’appuntamento, aperto agli operatori e ai professionisti della filiera nautica, ma anche ad altre realtà imprenditoriali del territorio, ha registrato un importante partecipazione a conferma di come il tema dell’apertura ai mercati esteri rappresenti oggi una leva strategica trasversale per la crescita e la competitività.
Un focus particolare è stato dedicato al comparto nautico. “Pur registrando nel 2025 un rallentamento dell’export, con una flessione del 10,8% rispetto al 2024 nel valore delle esportazioni – ha spiegato Vittorio Peli, responsabile del comparto – la nautica si conferma tra i settori maggiormente attivi sui mercati internazionali e tra i principali propulsori dell’economia regionale”. La dinamica positiva delle esportazioni nel 2025 ha riguardato soprattutto i mercati extra UE, con performance significative nelle Isole Marshall, in Africa, Oceania e nei Paesi asiatici.
Luca Casagrande, responsabile Internazionalizzazione, ha presentato l’iniziativa come evento spin off di lancio del percorso di orientamento e accompagnamento al corretto approccio ai mercati internazionali, pensato per aiutare le imprese a proporsi in modo efficace nei nuovi scenari dell’economia globale. “Il percorso vuole aiutare a comprensione e interpretare le opportunità offerte dai processi di internazionalizzazione, mettendo a disposizione strumenti concreti per affrontare i mercati esteri con maggiore consapevolezza”.
I presenti hanno avuto modo di conoscere i principali strumenti e le opportunità oggi disponibili per le imprese che intendono guardare oltre confine.
È proprio la yachtistica di lusso made in Marche a rappresentare un punto di riferimento a livello mondiale, grazie a oltre 650 imprese attive nelle province di Ancona e Pesaro Urbino (tra cantieristica nautica, subfornitura e servizi connessi), con circa 4 mila addetti registrati nel primo trimestre 2026. La maggiore concentrazione delle imprese della filiera nautica nelle province di Ancona e Pesaro Urbino contribuisce a creare un ecosistema integrato fortemente orientato all’export, all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità, alla personalizzazione e ai servizi di refitting di fascia alta.
Concordi le imprese presenti nel ritenere che tra le direttrici strategiche per il biennio 2026-2027 vi sarà il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione, considerati fondamentali per consolidare la competitività del comparto sui mercati globali.





