
Tra gennaio e febbraio si sono svolte alcune giornate cruciali per il settore del trasporto pubblico locale non di linea. Le categorie Taxi e NCC sono state infatti ricevute presso la IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’Indagine conoscitiva dedicata al comparto.
Le audizioni hanno rappresentato un’importante occasione di confronto istituzionale che ha permesso alle associazioni di categoria di fornire un contributo in vista di una riforma organica del settore, ormai non più rinviabile.
I profondi cambiamenti socioeconomici degli ultimi anni, dalla pandemia alla conseguente crisi economica, fino al rapido e diffuso progresso tecnologico, hanno avuto un impatto significativo sul trasporto persone, rendendo indispensabile un adeguamento dell’offerta alle mutate esigenze della domanda.
L’evoluzione tecnologica e l’affermazione di nuovi modelli imprenditoriali generati dalle piattaforme digitali, se da un lato hanno facilitato la pianificazione e l’accesso ai servizi, dall’altro hanno determinato una discontinuità rispetto alla tradizionale organizzazione dell’offerta di mobilità. Ne è derivata una profonda trasformazione del settore, caratterizzata da una maggiore apertura del mercato e dal superamento di alcune restrizioni, ma anche da una proliferazione di piattaforme e da una crescente complessità del quadro regolatorio e operativo.
Alla luce del ruolo strategico del trasporto pubblico locale non di linea, Confartigianato ritiene essenziale intervenire sulla normativa vigente per adeguarla al nuovo contesto e alle moderne forme di mobilità, sia dal lato dell’utenza sia da quello dei vettori. Occorre inoltre coordinare e aggiornare le disposizioni attuali con quelle recentemente introdotte, valorizzando l’esperienza maturata dalle imprese nell’applicazione concreta delle norme.
Nella Provincia di Ancona i settori taxi e NCC contano circa 140 operatori, equamente distribuiti tra i due settori e presenti nei principali comuni del territorio. Si tratta di un comparto costantemente al centro dell’attenzione di media, istituzioni, consumatori e stakeholder, le cui licenze sono disciplinate dai regolamenti comunali.
La partecipazione attiva delle associazioni al processo di riforma nazionale indica la volontà del comparto di innovare e migliorare la qualità del servizio per il quale, riteniamo, che le priorità siano:
- garantire una maggiore operatività, ottimizzando l’utilizzo delle licenze e autorizzazioni già esistenti prima di prevederne di nuove;
- definire una riforma organica che assicuri una regolamentazione più chiara e omogenea del settore;
- tutelare l’utenza mantenendo il quadro regolatorio delle tariffe previsto dalla normativa, collegandole ai costi effettivi della prestazione così da garantire sostenibilità economica, adeguata remunerazione degli operatori e accessibilità per i cittadini;
- promuovere piattaforme tecnologiche integrate e interoperabili;
- consentire il trasferimento temporaneo della titolarità della licenza o dell’autorizzazione a terzi e la possibilità per i titolari di avvalersi di collaboratori familiari;
- semplificare gli oneri amministrativi connessi alla gestione documentale per i titolari di licenze e autorizzazioni.
In attesa della riforma complessiva del comparto, si ritiene opportuno sospendere il rilascio di nuove licenze e autorizzazioni per evitare distorsioni del mercato derivanti da un’eccessiva proliferazione dei titoli abilitativi che potrebbe compromettere gli equilibri economici di chi già opera in un contesto segnato dalla contrazione della domanda.





