EDILIZIA
Con l’emergenza caldo prioritaria la salute dei lavoratori, ma servono deroghe

Confartigianato condivide pienamente le misure adottate dalla Regione Marche per proteggere la salute dei lavoratori esposti alle elevate temperature estive, ma chiede alle amministrazioni locali un ulteriore sforzo per consentire alle imprese di riorganizzare efficacemente le attività nei cantieri”.

Luca Bocchino, responsabile Confartigianato Edilizia e Impianti, commenta così l’ordinanza urgente in materia di Igiene e Sanità pubblica che, dal 24 giugno al 31 agosto, vieta lo svolgimento delle attività lavorative prevalentemente all’aperto con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria 12.30-16.00, nei giorni in cui la piattaforma Worklimate di Inail segnala un livello di rischio “alto” per stress termico.

Il provvedimento interessa in particolare il settore delle costruzioni, dell’impiantistica, le attività portuali e la logistica, imponendo alle imprese una profonda riorganizzazione dei turni di lavoro per garantire la sicurezza degli addetti.

La tutela della salute di chi lavora viene prima di tutto e su questo non esistono discussioni. Tuttavia, per rendere realmente efficaci queste misure è indispensabile consentire alle imprese di organizzare diversamente le attività, anticipando l’avvio dei cantieri o prolungando gli interventi nelle ore serali.”

Nelle province di Ancona e Pesaro e Urbino le conseguenze sono già evidenti. Circa il 50% dei cantieri risulta costretto a sospendere le attività nelle giornate interessate dall’ordinanza, con una perdita che può arrivare fino al 70% delle ore lavorabili, tempo che nella maggior parte dei casi non può essere recuperato attraverso altre lavorazioni.

“Per questo rivolgiamo un appello ai Comuni affinché, nelle giornate caratterizzate dal massimo rischio climatico e laddove ricorrano i presupposti tecnici e di sicurezza, venga favorita una maggiore flessibilità nell’applicazione dei regolamenti comunali. In particolare, si chiede la possibilità di consentire deroghe temporanee sugli orari di lavoro, sugli accessi alle aree di cantiere e sui limiti relativi alle emissioni acustiche, così da permettere alle imprese di concentrare le attività nelle fasce orarie più fresche della giornata”.

“Non chiediamo una liberalizzazione indiscriminata – precisa Confartigianato – ma strumenti concreti che consentano alle aziende di conciliare la tutela della salute dei lavoratori con il rispetto dei tempi di esecuzione delle opere. Senza queste possibilità diventa estremamente difficile recuperare le ore perse e rispettare i cronoprogrammi dei cantieri.”

Una criticità che rischia di incidere anche sugli interventi finanziati con il PNRR, dove il rispetto delle scadenze rappresenta un elemento imprescindibile.