
“Nelle ultime settimane stiamo assistendo a una nuova fase di tensione sui prezzi del gasolio, determinata da una combinazione di fattori: l’acutizzarsi della crisi internazionale sta accendendo diversi focolai di guerra che portano inevitabilmente instabilità geopolitica nelle aree di produzione energetica, oscillazioni del prezzo del greggio sui mercati e dinamiche speculative che incidono sul prezzo finale alla pompa”.
Ad intervenire sulla questione dell’aumento del gasolio che si registra in questi giorni è il presidente Confartigianato Trasporti Claudio Riva con una lettera aperta agli Associati.
Aldilà della tragica situazione che ogni guerra genera, il risultato è sotto gli occhi di tutti noi: un aumento progressivo del costo del carburante, che torna a rappresentare una delle principali variabili critiche per i bilanci delle nostre imprese di autotrasporto.
Per il settore questo significa:
• maggiore esposizione finanziaria legata all’anticipo del carburante;
• compressione dei margini operativi, soprattutto nei contratti a tariffa fissa;
• tensione sulla liquidità aziendale;
• difficoltà nel chiedere gli adeguamenti necessari o trasferire tempestivamente gli aumenti lungo la filiera.
In un contesto operativo già caratterizzato da costi crescenti (personale, assicurazioni, pedaggi, manutenzioni), il carburante torna a essere un fattore di instabilità strutturale. Ahinoi, pare evidente assistere ad una storia che si ripete.
Il gasolio incide mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta. Anche variazioni di pochi centesimi al litro, su base annua, generano impatti rilevanti sul conto economico. Per i mezzi sopra le 7,5 tonnellate il meccanismo del rimborso accise attenua solo parzialmente l’impatto, ma non elimina il problema dell’anticipazione finanziaria.
Da qui l’appello rivolto da Confartigianato Trasporti alle imprese “non possiamo aspettare l’evolversi degli eventi senza cercare di anticiparne gli impatti, che finirebbero per ricadere pesantemente sulle nostre attività2.
Come anticipare l’impatto?
- Adeguamento contrattuale immediato
Verificate la presenza e l’applicazione concreta delle clausole di adeguamento carburante nei contratti in essere. Dove assenti, è il momento di riaprire il confronto con i committenti. - Monitoraggio settimanale del costo medio/litro
Trasformiamo il carburante da costo “subito” a costo “monitorato”. Serve un controllo costante, con soglie di allerta interne. - Pianificazione finanziaria preventiva
Rivedete i flussi di cassa considerando uno scenario prudenziale nei prossimi mesi. Meglio pianificare una tensione oggi che subirla domani. - Ottimizzazione operativa
Riduzione dei km a vuoto, formazione alla guida efficiente e, laddove possibile, manutenzione preventiva e ricorso alla telematica. - Azione associativa forte e unitaria
Unitevi a Confartigianato, rivolgetevi alle vostre Associazioni sui territori di pertinenza, partecipate agli incontri con spirito proattivo, chi non partecipa non ha diritto di lamentarsi “per sentito dire” sull’inefficacia del ruolo delle associazioni di categoria. Confartigianato Trasporti come principale Associazione di rappresentanza di artigiani e piccole/medie imprese di autotrasporto sensibilizzerà le Istituzioni sulle ripercussioni che la crisi potrà avere sul settore, non escludendo di richiedere al Governo l’attivazione di uno specifico confronto che individui misure urgenti per sostenere la competitività delle imprese con misure adeguate e strutturali.
Un passaggio di responsabilità
Questo è un momento che richiede lucidità e coesione.
La nostra forza sta nella capacità di anticipare i problemi prima che diventino emergenze.
Il carburante è una variabile che non controlliamo.
Ma la gestione finanziaria, contrattuale e organizzativa si.
Invito tutti i colleghi Imprenditori a considerare questa fase non solo come un rischio, ma come uno stimolo a rafforzare la struttura aziendale e il posizionamento sul mercato.
L’Associazione è al vostro fianco, con strumenti tecnici, aggiornamenti normativi e supporto operativo.
“Purtroppo è in atto l’ennesima speculazione che ci vede pagare di più lo stesso carburante già presente nelle cisterne” sottolinea Luca Bocchino, responsabile Trasporti Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino. “A livello nazionale Confartigianato Trasporti ha già chiesto al Governo sia interventi correttivi temporanei sulle accise, sia controlli. Le nostre aziende rispetto al 2023 hanno lo strumento del fuel surcharge: un supplemento variabile alle tariffe di trasporto che viene applicato sotto forma di aliquota per coprire le maggiorazioni sul costo del carburante i cui effetti però possono scattare dalla fine del mese di marzo quando il MISE emana i costi medi. Sono state pubblicate le linee guida a firma del nuovo presidente in cui si chiede a tutti gli operatori di far valere la forza contrattuale con i committenti evitando di ‘partire’ sottocosto. Speriamo in un arresto della crescita”.





