LAVORO E WELFARE
Interdizione anticipata e prolungata di maternità

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con nota n. 5944 del 9 luglio 2025, ha fornito importanti chiarimenti in merito alle interdizioni dal lavoro per maternità, sia anticipate che prolungate, disciplinate dal D.Lgs. n. 151/2001. Di seguito una sintesi operativa utile per le imprese e le lavoratrici.

 

INTERDIZIONE ANTICIPATA PER MOTIVI  SANITARI

Quando si applica:

In presenza di gravi complicanze della gravidanza o di patologie che potrebbero essere aggravate dallo stato di gravidanza.

Chi la rilascia:

Servizio di Medicina Legale dell’Azienda Sanitaria Territoriale, in base alla residenza della lavoratrice.

Chi può richiederla:

La lavoratrice.

Decorrenza:

Dalla data del certificato del medico specialista.

Durata:

Fino all’inizio del congedo obbligatorio o per un periodo inferiore, secondo quanto stabilito dall’autorità sanitaria.

 

INTERDIZIONE ANTICIPATA PER MOTIVI AMBIENTALI O LAVORATIVI

Quando si applica:
Se le condizioni di lavoro o ambientali sono considerate pregiudizievoli per la salute della donna o del nascituro.

Chi la rilascia:

Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL), competente per sede di lavoro.

Chi può richiederla:

  • Il datore di lavoro (mod. INL 11), oppure
  • La lavoratrice (mod. INL 11.1).

Documentazione da allegare:

  • Documento di identità del richiedente
  • Certificato di gravidanza con data presunta del parto
  • Mansione svolta

In caso di richiesta da parte del datore:

  • Dichiarazione di impossibilità a spostare la lavoratrice ad altra mansione
  • Stralcio del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), relativo ai rischi per gestanti e puerpere

Decorrenza:

Dalla data del provvedimento dell’ITL.

Termini:

L’ITL ha 7 giorni per emanare il provvedimento dalla ricezione della documentazione completa. Se sono richieste integrazioni, il termine decorre dal giorno successivo alla ricezione della documentazione integrativa.

 

PROLUNGAMENTO DELL’INTERDIZIONE FINO A 7 MESI DOPO IL PARTO

Quando si applica:
In presenza di condizioni ambientali o lavorative incompatibili con lo stato di salute della lavoratrice anche dopo il parto.

Chi può richiederla:

  • Il datore di lavoro (mod. INL 11), oppure
  • La lavoratrice (mod. INL 11.1)

Documentazione da allegare:

  • Documento di identità del richiedente
  • Certificato di gravidanza con data presunta del parto
  • Mansione svolta

In caso di richiesta da parte del datore:

  • Dichiarazione di impossibilità a spostare la lavoratrice ad altra mansione
  • Stralcio del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), relativo ai rischi per gestanti e puerpere

Decorrenza:

Il conteggio parte dalla data (presunta o effettiva) del parto, quella più favorevole alla lavoratrice.

 

Condizioni che giustificano l’interdizione anticipata o prolungata

  • Presenza di rischi lavorativi o ambientali, tra cui (esempi):
  • Lavoro in posizione eretta prolungata
  • Lavori su scale o impalcature
  • Movimentazione manuale di carichi
  • Uso di macchinari che trasmettono vibrazioni
  • Lavoro notturno
  • Temperature estreme
  • Lavoro su mezzi di trasporto
  • Impossibilità di adibire la lavoratrice ad altre mansioni

La valutazione spetta al datore di lavoro, tenendo conto delle esigenze organizzative e senza creare oneri ingiustificati per la lavoratrice.

 

MISURE ALTERNATIVE ALL’ASTENSIONE DAL LAVORO

Il datore di lavoro può, ove possibile:

  • Modificare temporaneamente orari o condizioni lavorative
  • Spostare la lavoratrice ad altra mansione compatibile

Solo in mancanza di alternative, presentare domanda di interdizione ante o post partum all’ITL

 

FASE PROCEDURALE E ATTIVITÀ ISPETTIVE

Se la documentazione è incompleta o se vi è mancata risposta del datore di lavoro, l’ITL può:

  • Attivare verifiche in loco
  • Disporre ispezioni mirate in collaborazione con la vigilanza tecnica

In caso di rigetto dell’istanza, l’ITL comunicherà i motivi ostativi, contro i quali la lavoratrice può presentare osservazioni entro 10 giorni. In assenza di riscontro o in caso di osservazioni respinte, l’ufficio adotterà il provvedimento finale.

 

CATEGORIE DI LAVORATRICI INTERESSATE
  • Dipendenti pubbliche e private
  • Lavoratrici dello spettacolo
  • Lavoratrici domestiche
  • Lavoranti a domicilio
  • Braccianti

 

LAVORATRICI ISCRITTE ALLA GESTIONE SEPARATA

Le lavoratrici autonome possono accedere esclusivamente all’interdizione per gravidanza a rischio (interdizione anticipata di tipo sanitario).

 


Per informazioni: Area Lavoro Confartigianato

Maila Cascia – Resp. Area Lavoro Ancona
Tel. 071 2293205
maila.cascia@cafsic.it

Claudia Traversini – Area Lavoro Pesaro
Tel. 0721 1712489
claudia.traversini@sitsrl.net